IL GRAN SASSO DI ROBERTO E LUCA PARISSE Tra Magia di Calcare il festival Della Montagna

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IL GRAN SASSO DI ROBERTO E LUCA PARISSE

Tra Magia di Calcare il festival Della Montagna

28 Settembre 2015

Il 3-4 ottobre ci sarà la seconda edizione del Festival della Montagna a l’Aquila, approfittiamo dell’evento per scambiare due parole con i protagonisti di una delle principali novità presentate all’evento: la guida Magia di Calcare.

– Roberto e Luca Parisse, fratelli dalla carriera parallela: entrambi forti boulderisti, entrambi fotografi e filmaker professionisti.
In cosa si differenziano le vostre strade sportive e professionali?

– ROB: Sicuramente l’arrampicata ha segnato un momento importante nella nostra carriera sportiva e forse oggi possiamo anche dire in quella professionale.
Ci siamo dedicati quasi da subito alla specialità boulder in un momento storico in Italia, quando tutto era ancora una novità e iniziavano le prime competizioni di questa specialità. Poi c’è stata l’esperienza di coppa del Mondo per luca per due stagioni, anche se l’arrampicata su roccia ci ha sempre attirato di più.

– LUCA: Io ho iniziato a lavorare presto come istruttore nella palestra Elcap di L’Aquila diventando poi uno dei gestori; in seguito ho intrapreso la strada del tracciatore arrivando al massimo livello in italia grazie anche all’esperienza come aiuto tracciatore ai mondiali di Arco di Trento.

– E l’attività di fotografo?

– L’attività di fotografo si è sviluppata parallelamente a partire dal 2007 dopo un viaggio nel Sahara libico insieme a Roberto e mia moglie Elsa per seguire dei matti che facevano una corsa a tappe nel magnifico Akakus, uno dei più bei deserti al mondo. L’Anno dopo è nata Risk4Sport una ditta specializzata in fotografia e riprese video di sport outdoor, soprattutto di montagna che mi sta dando grandi soddisfazioni e che mi permette spesso di viaggiare.

- Roberto, tu sei stato per un lungo periodo a Brescia e sei stato tra i principali scopritori della val Daone. cos’hai portato da quell’esperienza quando sei tornato a l’Aquila?

– L’esperienza della Val Daone, ha giocato un ruolo determinante per la realizzazione poi del progetto Magia di Calcare sulle montagne di “casa” .
Sapevamo che il potenziale per l’ arrampicata boulder sul Gran Sasso  era veramente grande, e una volta tornato a L’Aquila ci siamo messi subito a lavoro.
Pulire e scalare massi in Val Daone è stato per me non solo di grande stimolo, ma soprattutto è stato un esempio concreto di come il movimento boulder nel giro di qualche anno è cresciuto in valle dopo la scoperta, arrivando oggi a contare sulla guida oltre 1500 passaggi!

- Luca, sei stato e sei uno dei più forti e significativi boulderisti del centro Italia, cosa hanno di più o di diverso il vostro movimento e i vostri luoghi rispetto al nord?

Per tanti anni siamo stati delle mosche bianche alle gare di arrampicata, eravamo noi e il nostro amico romano Andrea Dacasto a partire alla volta del nord italia per partecipare alle gare. Non abbiamo mai sentito la mancanza ne di strutture indoor ne di aree dove scalare qui in centro Italia. Ci mancava il confronto con gli altri e le gare erano l’unico mezzo per migliorare. La concentrazione di arrampicatori della mia età, 15 anni fa,  era veramente scarsa, forse perché la generazione precedente non ha avuto la voglia di insegnare e di coinvolgere i più giovani; mi meravigliava il fatto che con un bacino grande come quello di Roma, dove non sono mancati forti arrampicatori a quei tempi, Andrea fosse l’unico giovane a spingere, soprattutto alle gare.

- E adesso? 

– Adesso abbiamo tutte le carte in regola qui in Centro Italia, strutture indoor competitive e tantissime falesie di livello, e soprattutto delle fantastiche aree boulder intorno al Gran Sasso!

– Lo sport outdoor e l’arrampicata nello specifico, vogliono giocare un ruolo fondamentale nel rilancio della città post terremoto. Come è stata vissuta l’arrampicata durante questi lunghi anni di ripresa? Avete mai smesso di scalare? Lo sport in genere ha avuto un ruolo sulla ripresa psicologia della gente aquilana?

– ROB: Il 2009 è stato un’anno veramente difficile per noi aquilani. Tanti amici sono andati via dopo il terremoto, molti hanno smesso di scalare, le palestre erano chiuse, la città era chiusa! Noi però abbiamo scelto di restare, sapevamo che le montagne erano ancora in piedi ed era l’unica cosa di bello che era rimasta da vivere in mezzo a tanta distruzione…. E’ stato proprio in quell’estate post sisma che abbiamo scoperto la location di Vado Sole, dove abbiamo iniziato con i blocchi e poi, l’anno successivo abbiamo iniziato a chiodare la falesia.  Credo che è proprio grazie a quella scoperta che abbiamo trovato la motivazione giusta per ripartire, tornare a scalare ed avere oggi finalmente in mano la guida…

- Siete autori di una guida ai blocchi del Gran Sasso che presenterete al Festival della montagna, come vi è venuto in mente?

Per noi, Magia di calcare non è solo una guida di arrampicata, ma la testimonianza di come un progetto nato per passione può diventare uno strumento di promozione per il territorio locale, e il Festival dell’Aquila ha proprio questo come obiettivo.
Il Festival della Montagna a L’aquila è sicuramente la vetrina più importante per il “movimento montagna” in centro Italia, quale occasione migliore!

- Pare una guida particolarmente vissuta: non siete solo autori, ma anche gli scopritori di tante aree e molti passaggi portano la vostra firma. poi dal film si percepisce il tanto tempo passato a lavorare sui blocchi e sulle immagini…

Si, vissuta credo sia la parola giusta, e sono contento che dal film si percepiscono queste sensazioni, era quello il segno che volevamo lasciare.
E’ un progetto dove abbiamo messo in campo con passione tutta la nostra professionalità, come fotografi, filmaker, ma soprattutto come arrampicatori boulderisti.
Ogni ripresa video, ogni  salita, ha costituito un tassello importante per il progetto, e siamo molto orgogliosi oggi, dopo 5 anni di presentare la prima guida di arrampicata Boulder del centro Italia.

- Avete trovato ostacoli?

Sicuramente il tempo non ha giocato a nostro favore,  spesso per il maltempo siamo tornati a casa a mani vuote, e non nascondo che più volte abbiamo pensato di mollare. Non è stato solo il tempo a crearci difficoltà , trovare la forma e la condizione giusta per salire tutti i passaggi non è stato affatto facile, e  devo dire che solo nell’ultimo anno il progetto ha cominciato a prendere forma ed avere tutti i contenuti di cui avevamo bisogno. E’ stato molto difficile essere allo stesso tempo attori protagonisti con le mani sporche di magnesio e creatori del film e della guida. Non abbiamo dovuto soltanto raccogliere informazioni sui gradi, sulle descrizioni dei passaggi dagli arrampicatori locals per fare la guida come di solito accade. I locals eravamo noi, immersi in un mare di roccia!
Se non fosse stato per Roberto Valentini detto Riskio e Matteo Cittadini non so se ce l’avremmo fatta, ci hanno dato una grossa mano. Soprattutto Riskio che ha ancora il mal di schiena per quanti kg di materiale gli abbiamo caricato sulla schiena.

- Qual’è la relazione tra il film e la guida?

– Il film racconta con le immagini quello che è stato per noi fare la guida. Quello che doveva essere il dietro le quinte del work in progress della guida boulder, poi è diventato un progetto serio e forse il punto di forza di Magia di calcare. Un film documentario di 30 minuti, “Un viaggio senza tempo tra le splendide aree di arrampicata estive del granSasso, per godere di una disciplina dell’arrampicata, il boulder,  che fa della purezza  del gesto atletico il suo punto di forza”.

– Fate anche parte della squadra che organizza il festival, come si lega la guida e il film con il Festival? E’ solo un’occasione per presentare i vostri prodotti?

– Il festival della montagna nasce con lo scopo di promuovere il turismo montano sul Gran Sasso e il progetto Magia di Calcare ne è senz’altro un esempio tangibile.
L’Aquila è una città di montagna, battezzata nella prima edizione del Festival come capitale degli Appenini, e di questo ne dovrebbe fare il suo punto forza, ma siamo ancora molto indietro e c’è tanto da lavorare per far funzionare un modello turistico che funziona.

- Ci sono luoghi che dopo la pubblicazione della guida hanno avuto un’ esplosione turistico/sportiva, mi viene in mente la Val di Mello, o la stessa Val Daone che conoscete bene. Che ruolo vi aspettate giochi la vostra guida sullo sviluppo del Gran Sasso?

– Siamo sicuri che questa guida giocherà un ruolo importantissimo per lo sviluppo del movimento arrampicata boulder locale.
Magia di Calcare non è solo una guida di arrampicata, ma la storia e il racconto di dieci anni di arrampicata boulder in luoghi meravigliosi del Gran Sasso.
Un libro che finalmente offrirà la possibilità di avvicinare gli arrampicatori tutti a questa disciplina, ma soprattutto l’occasione per gli appassionati di visitare ambienti straordinari, borghi meravigliosi e mangiare specialità culinarie del posto.

- Ostentate la parola calcare addirittura nel titolo, una parola che però insospettisce chi fa boulder: tutti sono abituati all’areanaria e al granito. Cosa mi dite del vostro calcare?

– Il calcare del GranSasso è uno dei calcari più famosi d’Italia per la sua particolarità e bellezza.
La grana della roccia è semplicemente fantastica, questo perché parliamo di aree in quota dove solitamente non c’è vegetazione e in inverno rimangono sotto la neve per buona parte della stagione.
Non mancano buchi e svasi, i massi sono puliti e non c’è bisogno quasi mai di spazzolare, provare per credere!

- Spazzola si/spazzola no, setole, ferro, scalare o no dopo le piogge, date due dritte sulle principali regole specifiche per scalare in questo nuovo comprensorio…

– Noi siamo abbastanza rigorosi su questo, una spazzolata di ferro di troppo può modificare per sempre la morfologia di una presa o di un appoggio.
Come dicevamo, il calcare del Gran Sasso non ha bisogno di nessun tipo di pulizia, noi usiamo solo setole sintetiche.
Nell’area di Poggio Umbricchio (l’unica area di arenaria su questa guida), la roccia è totalmente diversa, molto più tenera ed necessario stare molto più attenti a queste regole nella bonifica dei massi…..

- Doveste consigliare a qualcuno un’area del Gran Sasso dove far boulder in estate?

Le aree sono indicate praticamente tutte per l’arrampicata estiva, si scala praticamente sempre dai 1500mt in su!

– Una in inverno?

– Sicuramente Poggio Umbricchio, l’area a fondo valle in Val Vomano. Abbiamo voluto fortemente quest’area  nella guida, nonostante non fosse di roccia calcarea, perché oltre ad avere tantissimi passaggi puliti e saliti è un posto meraviglioso per arrampicare tutto l’anno e ce n’è per tutti i livelli.
Sicuramente è il posto ideale per far boulder dall’autunno alla primavera…

- Mi fate al volo un elenco di blocchi che considerate assolutamente da scalare per chi fa grado 6?

“Il Teorico” , “Il regno delle Formiche” e  “Masso Iannini” 6b Poggio Umbricchio
“La Faina” 6b Monte Aquila
“Magia di Calcare” 6c  Monte Aquila
“Spigolo Rio Arno” – “slowMotion” 6c  Val Maone

– e per chi scala dal 7a al 7c?

“On The Road” e “La Favelas” 7b a Poggio Umbricchio
“Scorticchio” e “Lo spigolo” 7b  a Vado di Sole
“Massi Incastrati” – “Lamiche” 7a  al Vallone delle Cornacchie
“Tonino” e “Babuz”  7c al Rif. Franchetti

- e infine i blocchi imperdibili per i big?

“Dosage”  8a Monte Aquila
“il denigratore” e “scolleg direct” 8a+ Monte aquila
“Sean Connery” 8a+ Val Maone
“La scarpetta di cavalletto” 8a Vado di Sole
“Baear Tribute” 8a Valle dal Monte
“La Macchia Umana” 8a Poggio Umbricchio

– veniamo al dopo scalata:
un piatto aquilano imperdibile?

– Ovviamente io arrosticini di pecora da gustare sulla piana di Campo Imperatore, a fonte Vetica, vicino le aree di Vado di Sole e Monte Aquila dove vengono venduti in due specie di macellerie dove è offerto un servizio di griglie a carbone per cuocere “on location” la carne in uno scenario fantastico!

- un piatto aquilano imperdibile per climber a dieta?

– Le zuppe di legumi tra cui primeggiano le lenticchie di Santo stefano, le più buone del mondo! E poi piatti a base di zafferano di Navelli.

- Un piatto aquilano imperdibile per climber vegetariani?

– Sempre le minestre tra cui la zuppa di fagioli e castagne, o la minestra di cardi e le già citate lenticchie ma anche gli imbattibili formaggi di pecora per tutti i gusti, dal pecorino da tavola ai prodotti più estremi come il marcetto, acido e piccante da spalmare sul pane!

- tutti annaffiati con acqua per gli astemi, e per gli altri?

– Rigorosamente vino rosso Montepulciano d’Abruzzo ma anche ottimi bianchi tra cui trebbiano e pecorino!

- da dove si vede il tramonto più bello?

– Che domande, Vado di Sole!
Il sole ti tramonta davanti sulla piana di Campo Imperatore, il “piccolo Tibet”, e la vista è uno spettacolo più unico che raro.

www.magiadicalcare.it
Magia di Calcare – Behind the Scenes from risk4sport on Vimeo.